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martedì 9 novembre 2010

L'Aquila: Vigili del Fuoco solidali con il Siulp nella protesta contro il premier

L'Aquila, 9 novembre 2010 - (SRN) Anche i Vigili del fuoco sono solidali col Siulp e con gli altri sindacati di Polizia che ieri hanno annunciato proteste in occasione della visita odierna del premier per le pessime condizioni in cui sono costretti a lavorare dopo 19 mesi dal terremoto. Riportiamo alcune dichiarazioni del segretario regionale del Conapo, il sindacato dei Vigili del fuoco, Massimiliano Nazzaro: "La Segreteria regionale abruzzese Conapo, Sindacato Autonomo Vigili del Fuoco, esprime solidarietà ai Colleghi del Siulp, e degli altri sindacati di Polizia, per la protesta messa in atto a causa delle inaccettabili condizioni logistiche in cui, a distanza ormai di quasi due anni, sono costretti ad operare gli Agenti di Polizia aquilani". "È inaudito che uomini dello Stato deputati alla sicurezza dei cittadini, in un contesto estremamente delicato come quello aquilano a seguito del sisma, possano vivere gravi disagi professionali come quelli esposti dai Colleghi sindacalisti." "Auspichiamo che chi di dovere si faccia carico quanto prima di questa situazione affinchè gli Agenti di Polizia del capoluogo abruzzese possano trovare una decorosa situazione logistica che possa consentire loro di espletare i propri compiti istituzionali con la serenità dovuta".

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lunedì 8 novembre 2010

Terremoto dell'Aquila: Siulp e sindacati di Polizia contro il Governo: ricostruzione "solo virtuale"

Roma, 8 novembre 2010 (SRN) - Il Siulp in testa, con gli altri sindacati di Polizia, fa presagire ''probabili iniziative di protesta, in occasione della visita all'Aquila del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi''. Nella nota congiunta dei sindacati di categoria si legge: ''Il crescente dissenso tra la popolazione, per l'indecorosa accoglienza degli uffici di Pubblica Sicurezza dell'Aquila, fa si' che gli agenti di polizia addetti a qualsiasi titolo alle relazioni con il pubblico, siano costretti a scusarsi quotidianamente e personalmente con l'utente per il servizio squallidamente offerto all'interno di containers o nei sottoscala affittati, a spese dei cittadini, a caro prezzo, dalla Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila, mentre il Presidente del Consiglio dei Ministri torna domani all'Aquila, dopo una lunghissima assenza, per la consegna dei riconoscimenti di Protezione Civile ai vertici delle forze di Polizia, in riferimento al servizio svolto nel post terremoto, i poliziotti aquilani, cioe' coloro che mentre vivevano la tragedia sulla loro pelle e su quella dei propri congiunti hanno generosamente prestato servizi e soccorso alla popolazione tralasciando i loro problemi, comuni a tutti i concittadini, ancora oggi, sono costretti a lavorare ammassati e dimenticati in malsani ambienti di fortuna''. L'informativa sindacale accusa inoltre ''il Governo in carica di aver cercato di accreditarsi tantissimi meriti sulla ricostruzione, sinora solo virtuale, a danno anche dell'immagine della popolazione aquilana, non risparmiando figuracce neanche in merito alla ricostruzione degli edifici strategici, come lo stabile della Questura, luogo preposto alla pianificazione e al coordinamento della sicurezza di tutta la provincia''. Duro l'attacco dei sindacati di Polizia contro il Governo, accusato di aver fatto propaganda elettorale su una tragedia che ha ucciso 308 aquilani, ha lasciato disastri, persone con il loro dolore e le loro difficoltà, sradicati dalle loro case, deportati lontano e senza più contatto con la loro terra. In ultima analisi i sindacati recriminano che "a  L’Aquila, dopo diciannove difficili mesi, i poliziotti non solo sono ancora ammassati e abbandonati in vere e proprie baracche di lamiera, roventi d’estate e gelide in inverno, forse neanche omologate, ma il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha comunicato di non  riconoscere loro neanche le indennità previste dalla legge, in quanto ritiene i containers e i sottoscala di una banca “ordinari uffici di Polizia".

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lunedì 27 settembre 2010

Tre son le cose che piacciono a me!

Roma, 27 settembre 2010 (SRN) - Riportiamo l'editoriale integrale del Segretario Generale Felice Romano. "Tre son le cose che piacciono a me: immediatezza, chiarezza, concretezza. Quando, all’indomani della strage di Castelvolturno causata dal gruppo scissionista del clan dei casalesi il 18 settembre 2008, vennero alla ribalta le drammatiche situazioni in cui erano costretti ad operare i poliziotti di Caserta, la risposta del massimo responsabile della sicurezza nazionale fu immediata, concreta e molto molto chiara. Senza perdere tempo nella solita sfilza di riunioni di comitati, di summit di esperti, e di consulenze affidate ai massimi teorici dell’ordine pubblico, l’appena in carica Ministro Maroni, confortato dal Dipartimento della P.S., varò un piano di intervento destinato a passare alla storia come “modello Caserta”. Immediatezza: senza perdere tempo in lungaggini burocratiche furono disposti rinforzi straordinari ed invio di numerosi contingenti da parte delle varie forze dell’ordine. Si evitò una volta tanto il solito mercato delle vacche in cui ogni forza di polizia cerca di risparmiare quanto più si poteva sul numero degli uomini da destinare nella zona a rischio. Concretezza: a prescindere dalle numerose dichiarazioni di impegno, nel giro di pochi giorni squadre mobili e volanti vennero potenziati non solo negli organici, ma soprattutto nei mezzi, e il Dipartimento non lesinò auto nuove e l’impiego dei reparti anticrimine. Chiarezza: davanti all’emergenza di una strage così importante i soggetti competenti, a titolo diverso nella gestione territoriale della sicurezza, non crearono i soliti problemi, come solitamente accade, sulla ripartizione dei compiti: con molta chiarezza furono emanate direttive precise riguardanti il profilo dell’ordine pubblico, quella della polizia giudiziaria, quello di controllo del territorio. E la cosa funzionò perfettamente, tanto che da li a breve i responsabili della strage furono assicurati alla giustizia e il clan dei Casalesi che per molto tempo aveva imperversato nella zona, nonostante gli sforzi eroici dei poliziotti di Caserta, fu debellato. Fu così che quello che fu messo in pratica diventò un “modello” e fu così che col passare dei giorni come purtroppo spesso accade nella gestione “ordinaria” della sicurezza, tutto quello che di buono è stato fatto svanisce come neve al sole, e tutto quello che c’è di sporco sotto la neve ricompare come di incanto. Passò la festa e fu gabbato ancora una volta il santo: passò l’emergenza e svanirono i rinforzi, svanirono le macchine, tornarono le rivalità e i conflitti di sempre tra sindaco, prefetto, Questore, polizia, carabinieri, finanza e così via.
E piano piano tornarono pure i Casalesi, contrastati, sempre più eroicamente, dagli uomini delle forze dell’ordine. La prova di quello che qui sosteniamo è contenuta in una lettera che oggi mi invia il segretario del SIULP di Caserta, con la quale lo stesso mi informa che dopo mesi di trattativa le ore di straordinario in esubero relative all’anno 2009, verranno pagate al 50%. Fifty-fifty. Tutto il resto è come se non fosse mai esistito. Adesso comprendiamo perché Caserta è diventata un modello. A distanza di due anni dai miracolosi potenziamenti dell’inventore del modello, la situazione delle volanti della questura è tornata peggio di quella che era prima che scoppiasse l’emergenza: peggio perché prima dell’emergenza la volante aveva in dotazione 90 persone, oggi ne ha 59, quanti sono sufficienti per assicurare una volante per ogni turno; per i commissariati zonali e periferici la situazione è drammatica, di rado si riesce ad assicurare la presenza continuativa di una sola pattuglia sul territorio. Il parco auto manco a dirlo è in condizioni drammatiche e tutto quel ben di Dio che fu inviato quando i riflettori erano accesi, finita “la comparsata”, è tornato nei luoghi di provenienza. Adesso comprendiamo perché Caserta è diventato un modello. Investigazioni? Manco a parlarne. Tra operatori costretti a missioni non pagate (siamo al 24 settembre e ancora devono essere pagate le missioni di gennaio) e poliziotti inviati ai corsi di formazione, quelli si sempre più lunghi, sempre più costosi e a volte perfettamente inutili (quello per commissario per esempio dura oggi due anni e davvero non si capisce a cosa serve un periodo di formazione così lungo, se non a far guadagnare qualche gettone di presenza in più a docenti, opinionisti, amici e amiche dei vari responsabili della programmazione), poco o niente resta per lavorare. Ecco allora perché Caserta è diventata un modello: non un modello di gestione “ideale” della sicurezza, ma un modello di gestione “ordinario” della sicurezza, così come la intende il nostro Ministro Roberto Maroni. Un Ministro perfettamente convinto che per sconfiggere la mafia basti arrestare gli ultimi tre o quattro latitanti rimasti, un Ministro perfettamente convinto che le ronde avrebbero dato una svolta definitiva al sistema sicurezza, e poco importa se dopo i limiti posti anche dai sindacati di polizia per evitare che facinorosi ed attaccabrighe avessero la licenza di menar le mani garantiti dall’impunità dell’associazione volontari per la sicurezza, in tutta Italia soltanto due o tre cani sciolti hanno fatto domanda per costituire le ronde. Un Ministro perfettamente convinto che con i soldi confiscati alla mafia si potranno pagare le spese della sicurezza, talmente convinto che prima autorizza i tagli al sistema sicurezza e poi, a Dio piacendo, arriveranno i finanziamenti dalla vendita degli immobili di Cosa Nostra. Hai voglia a dire che i tagli sono sicuri e le risorse dei sequestri sono incerte: il Ministro insiste ad ogni occasione su questi proventi miracolosi, tant’è che se continua così presto il SIULP raccoglierà le firme per un’originale campagna di informazione: pagate gli stipendi e le indennità dei Ministri, dei Parlamentari e dei Politici con i soldi sequestrati alla mafia, visto che sono soldi sicuri, e destinate al Comparto Sicurezza tutto il risparmio che se ne ricava. Ci guadagnano loro che, per essere così sicuri di questi introiti, sicuramente avranno preso le loro approfondite informazioni. Ci guadagniamo noi, in tranquillità innanzitutto, sapendo che finalmente lo straordinario passato negli uffici il sabato pomeriggio o sulla volante da mezzanotte alle tre verrà compensato con la pur miserabile somma dovuta.
Tre son le cose che piacciono a me: immediatezza, chiarezza e concretezza; ne avessi vista una sola, realizzata finora da questo Governo, e da questo Ministro, in tema di sicurezza. Immediatezza: di sicuro non quella che viene dimostrata a proposito dell’annosa questione del riordino delle carriere. Sono ormai dieci anni che di esso si parla, e nulla di concreto è stato sinora fatto, eccezione fatta per i soliti mirabolanti piani strategici delle Risorse Umane, ufficio particolarmente specializzato nel rinvio sine die di problemi a scadenza immediata. L’unica differenza con gli yogurt è che questi, scaduta la data impressa sulla confezione, si buttano via; i piani di riforma del Dipartimento, una volta scaduti o respinti, vengono sempre riproposti di anno in anno. Chiarezza: quella che manca, assolutamente tra le enunciazioni del Governo e gli stanziamenti effettivi per la realizzazione del riordino. L’unica cosa chiara, a proposito di enunciazioni, è lo “scippo” dei 768 milioni che erano stati accumulati proprio per questo fine. Non è ancora dato sapere se per i nostri capi il modello di polizia debba oggi essere ancorato a vetusti schemi militari o debba invece ispirarsi alla smilitarizzazione dell’Apparato e alla razionalizzazione delle professionalità oggi esistenti. Concretezza: quella che non abbiamo ancora visto da parte dei politici e dei tecnici della sicurezza negli ultimi anni. Rimedi blandi, evanescenti, inadeguati: tagli colossali che stroncano ogni velleità investigativa a fronte di sprechi inaccettabili, come quello del Ministro dell’Interno che gioca con le ronde, o quello del Ministro della Difesa che gioca con la mini naja e, notizia fresca fresca con gli archi per i mini soldatini. Abbiamo infatti appena condannato l’iniziativa del Ministro La Russa che vorrebbe indire, a spese dei contribuenti, corsi di tiro con l’arco per avvicinare i giovani alla realtà dell’esercito. Ci fa paura l’esperimento sia per lo spreco sia perché, se la fase di sperimentazione dovesse concludersi positivamente, a qualcuno potrebbe venire in mente di ritirare alla Forze di Polizia le Beretta d’ordinanza e sostituirle con arco e freccia in dotazione Apache. Tre son le cose che piacciono a me: a volte quattro. La cosa altrettanto importante, e che sempre più raramente intravedo, è la serietà di chi gestisce la cosa pubblica nel settore della sicurezza: il gracidare della politica non è meno grave del silenzio consapevole dei tecnici della sicurezza. C’è bisogno, ora più che mai, di serietà. Prevedo tempi duri per gli ignavi."
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lunedì 6 settembre 2010

Mini naja: Maxi Spreco, Super Inutile.







L'occasione persa per finanziare scuola, sicurezza, sanità. L'occasione persa per formare cittadini.






Roma, 06 settembre 2010 (SRN) - Una scommessa. Non c’è altra giustificazione possibile! Per la serie: ‘ ‘volete vedere che me lo faccio approvare?’’ e tutti: ‘ma nooo…!! Con tutti i tagli che dovremmo fare alla spesa pubblica….’,‘i soldi, ma chi ce li da……’, ‘sai che polverone… secondo me, non ce la facciamo…..’ ‘ ennò, ennò…. Mini naja, anzi maxi…’ ‘naja!… naja!… naja!…’. E fu scommessa vinta! Infatti, il decreto in materia finanziaria mentre da un lato ha falcidiato letalmente la spesa pubblica colpendo praticamente tutto quello che si poteva centrare, dall’altro ha trovato ventimilioni di euro per finanziare un progetto che ha per finalità quello di “fornire le conoscenze di base riguardanti il dovere costituzionale di difesa della Patria, le attività prioritarie delle Forze armate, in particolare nelle missioni internazionali di pace a salvaguardia degli interessi nazionali, di contrasto al terrorismo internazionale e di soccorso alle popolazioni locali, di protezione dei beni culturali, paesaggistici e ambientali e quelle di concorso alla salvaguardia delle libere istituzioni, in circostanze di pubblica calamità e in altri casi di straordinaria necessità e urgenza.” (fonte: sito governo). Il ministro La Russa ha faticato nel precisare che i fondi erano già in possesso del suo Ministero. In parte forse si, ma, la notizia non è stata smentita, per gli anni 2011 e 2012 ben diecimilioni di euro saranno di rottati dalla scuola al finanziamento dei corsi di ‘cultura della pace e solidarietà internazionale’ (art. 55, co. 7 bis del decreto finanziario)! A ben leggere le finalità dell’operazione ci viene da pensare… Ci chiediamo infatti cosa voglia dire l’espressione ‘missioni internazionali di pace a salvaguardia degli interessi nazionali’: che c’è di interessante per la nazione, oltre confine (in termini di salvaguardia)? Poi, a seguire: ‘protezione dei beni culturali, paesaggistici e ambientali’. Lodevole intento, ma, visto che lo stage non dà alcuna abilitazione particolare, non sarebbe stato, forse, più utile destinare parte delle risorse a quelle associazioni e a quegli enti che, per loro ragion d’essere, svolgono quotidianamente questa attività? Inoltre: ‘concorso alla salvaguardia delle libere istituzioni, in circostanze di pubblica calamità e in altri casi di straordinaria necessità e urgenza’. Che vuol dire ‘salvaguardia delle libere istituzioni’? Quali sono?, ci piacerebbe saperlo! Avvicinare i giovani alle forze armate per costruire un rapporto con le istituzioni statali, questo sembra il messaggio di fondo. Crediamo che non sia la strada giusta. Che i giovani vivano uno scollamento dall’apparato istituzionale dello Stato è un dato di fatto. Ma la responsabilità ricade in capo a tutti coloro che, negli anni, onerati da un incarico politico-istituzionale, ne hanno assolto obblighi e funzioni con assoluto demerito, proponendo ed educando alla logica dell’interesse privato, della malversazione, dell’impunità, della corruzione. Alla stessa responsabilità soggiace chi, potendo, non solo non ha promosso iniziative di contrasto alla cattiva gestione della cosa pubblica ma ne ha addirittura legittimato la ragion d’essere. Crediamo quindi che una vera e concreta iniziativa volta alla creazione di buoni cittadini, non passi per una divisa, ma per l’adesione volontaria alla vita dello Stato e dello stato civile senza alcuna autorità che imponga un’obbedienza, ma con Istituzioni che guidino ed educhino a quel dovere di solidarietà (art. 2 della Costituzione), nonché di quello di concorrere al progresso materiale e spirituale della società (art. 4 della Costituzione), assolvendo, attraverso un ‘fare’ ed un ‘essere’ quotidiano, a quel dovere di difesa della Patria, che prevede l’art. 52 della costituzione. Gli eserciti servono. La possibilità di ricorrere ad una difesa adeguata contro una minaccia violenta di aggressione allo Stato è la garanzia di poter difendere i propri cittadini, salvaguardarne i diritti e le libertà. Ma è altro rispetto a quanto rischia di passare con questa iniziativa. E’ altro rispetto all’occasione persa di formare buoni cittadini. Bisognerebbe tenere sempre a mente che l' ‘Italia ripudia la guerra’ (art. 11 della Costituzione). Il ripudio è più di un rifiuto, è la separazione netta dalla guerra “come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (art. 11 della Costituzione). In senso costituzionale, così come vorrebbe il contemporaneo legislatore (!) sarebbe stato sicuramente più aderente al principio qeullo di finanziare progetti ‘civili’ di pace e solidarietà piuttosto che far avvicinare dei giovani alle armi (che magari non avrebbero mai visto in tutta la loro vita). Quale messaggio culturale può passare attraverso un’arma? Ventimilioni di euro per non fare nulla di concreto, se non dare quella ‘linfa vitale’ alle associazioni d’arma. Infatti i partecipanti ai corsi, oltre ad acquisire la facoltà di poter aderire alle associazioni d’arma, non ne trarranno alcun altro beneficio (nemmeno quale titolo preferenziale per i concorsi di settore)! Vorremmo interpretare quella dicitura ‘linfa vitale’…! Già cos’è che tiene in vita un’associazione? E non ci sfiora nemmeno un po’ il pensiero che gli appartenenti alle associazioni d’arma siano una buona fonte di voti… Ventimilioni di euro, di cui ben dieci tolti alla scuola. Come se non fosse abbastanza il dissesto arrecato al sistema scolasti dall’attuale governo, la cui estrazione certo non facilita l’elaborazione di riforme scolastiche fatte per i cittadini che non vivono di sicurezza privata, di sanità privata e di scuole private…. !!! Ventimilioni di euro che avrebbero fatto comodo agli studenti di ogni età, se inseriti in un progetto di formazione per futuri buoni cittadini, che oggi crescono sperando di cogliere l’occasione della notorietà, del programma in televisione e, al massimo, di vedersi regalata una casa da sconosciuti!!!! Ventimilioni di euro negati alle forze dell’ordine, che ogni giorno presidiano e difendono i valori costituzionali e democratici del paese. Ventimilioni di euro negati ai cittadini, che hanno visto abbattuta la spesa per l’assistenza sanitaria. Ventimilioni di euro, poco per un bilancio statale, inammissibile per l’Italia.

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giovedì 29 luglio 2010

Saturno Carbone su Sole 24 ore: "Tra scorte e vigilanze costi pari a un terzo dei fondi discussi in Finanziaria"


Roma, 29 luglio 2010 - (SRN) "Uno scandalo quotidiano che non accenna a ridursi. Anzi, aumenta. Altro che tagli strombazzati alle auto blu: scortati dalle forze dell’ordine, politici e vip che sfrecciano nelle strade romane in lussuose berline blindate sono sempre di più". Così la pag 5 del Sole 24 ore introduce le dichiarazioni del Segretario Generale del Siulp di Roma Saturno Carbone: «Ci sono 38 scorte all’ispettorato Viminale, che impiegano circa 400 uomini; altre 60 a Villa Tevere, reparto della Questura, con 300 unità di personale - spiega Carbone - poi ce ne sono altre 8 alla Camera, con 70 poliziotti, e 5 al Senato, con 50 colleghi». Prosegue l'articolo di Marco Ludovico: "Senza contare il Vaticano, con 5 scorte e circa 50 uomini impiegati. Tra Questura e Viminale, i big comunque fanno la fila (si fa per dire) per un’auto del ministero,dotato dell’autoparco più lussuoso. Troppo facile, poi, la caccia ai nomi di chi gode ancora di questi privilegi. Trapalette e corsie blu, parliamo di quasi 300 privilegiati. I poliziotti, poi, devono tutelare una serie di siti con vigilanze fisse e mobili: solo all’ambasciata americana ce ne sono ogni giorno 50" La protesta di Carbone: «In totale, tra scorte e vigilanze, parliamo di un migliaio di colleghi impiegati. Con un costo di circa 40 milioni di euro l’anno, un terzo dei fondi discussi in Finanziaria»

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Felice Romano su Sole 24 ore: "pochi etilometri e pochi uomini per i controlli".


Roma, 29 luglio 2010 - (SRN) Ogni etilometro costa 3.000 euro e il Ministero dell'Interno non ha fondi per acquistarli. Intanto la polizia deve effettuare i controlli con quei pochi a disposizione. Ma non è solo un problema di carenza di strumentazione: «L'aspetto più carente che si registra nei controlli – sottolinea Felice Romano, Segretario Generale del Siulp – è la carenza di risorse umane. Da anni c'è un grosso deficit, risultato dei tagli che si sono susseguiti senza sosta. Ora la mannaia è arrivata dalla manovra, prima dal decreto Brunetta, ma il risvolto della medaglia è il rischio collasso della sicurezza». Il Siulp con i maggiori sindacati di polizia concorda sull'utilità dei dettami del nuovo codice, solo «se ci sono le condizioni per applicarle concretamente», ha sottolineato Felice Romano. La Polizia stradale ad esempio si è battuta, per la prevenzione, che induce alla diminuzione delle infrazioni: far sapere che c'è un controllo induce ad agire con cautela. Il problema è che il Codice da solo non basta, è la vigilanza sulle sue applicazioni che dovrebbe essere garantita dal giusto apporto di risorse umane e di mezzi. Da una parte si legifera sulla sicurezza mentre dall'altra si tagliano i mezzi per applicarla in modo reale. L'articolo del Sole 24 ore: "La nuova legge che ha modificato oltre 80 articoli del Codice della strada non mette un euro in più ai fondi sui controlli e per l'acquisto di etilometri. E la manovra taglia per un altro 10% i fondi della spesa corrente del Dipartimento di pubblica sicurezza.
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martedì 27 luglio 2010

Il punto della situazione prima del voto di fiducia

Roma, 26 lug - (SRN) Facciamo un riepilogo critico della situazione attuale in relazione alla manovra finanziaria per ciò che riguarda il comparto Sicurezza e Difesa. Ciò che si registra in primo luogo è una mancanza totale di chiarezza nella stesura di norme che non hanno carattere tecnico, ma lasciano spazio a interpretazioni. Vediamo alcuni esempi specifici in dettaglio e alcuni appunti critici a questi testi (Art. 8 comma 11 bis e dell'Art. 9 comma 1 e comma 21) tenendo sempre presente che su questi punti il Siulp con gli altri sindacati si sta battendo in prima linea contro la compagine governativa di riferimento:

TESTO:

Art. 8
(Contenimento delle spese in materia di impiego pubblico)



11-bis. Al fine di tenere conto della specificità del comparto sicurezza-difesa, e delle peculiari esigenze del comparto del soccorso pubblico, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze è istituito un fondo con una dotazione di 80 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2011 e 2012 destinato al finanziamento di misure perequative per il personale delle forze Armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco interessato alle disposizioni di cui all’art. 9, comma 21. Con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri competenti, sono individuate le misure e la ripartizione tra i Ministeri dell’interno, della difesa, delle infrastrutture e trasporti, della giustizia, dell’economia e delle finanze e delle politiche agricole, alimentari e forestali delle risorse del fondo di cui al primo periodo. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a disporre, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

CONSIDERAZIONI:
In primis non si capisce perchè, se la manovra è disposta sul triennio 2011, 2012 e 2013 riguardo ai tagli, sia disposta solo per un biennio 2011 e 2012 riguardo l'attribuzione delle risorse di 80 milioni di euro, che andranno ripartite tra così tanti ministeri da diventare cifre pro-capite assolutamente ridicole che dovrebbero garantire “misure perequative” a compensazione dei tagli previste dall’art. 9 comma 21 che vedremo. Soffermandosi sul termine "misure perequative" viene proprio da dire: ma cosa sono? e come possono, queste misure, "perequare" tutti gli appartenenti al comparto Sicurezza e Difesa a compensazione dei tagli a loro applicati? Rimandando in modo vago ad autorizzazioni al Ministro dell'Economia a disporre con propri decreti le variazioni di bilancio "occorrenti"?

TESTO:

Art. 9
(Contenimento delle spese in materia di impiego pubblico)


1. Per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, previsto dai rispettivi ordinamenti delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, non può superare, in ogni caso, il trattamento ordinariamente spettante nell’anno 2010, al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva, ivi incluse le variazioni dipendenti da eventuali arretrati, conseguimento di funzioni diverse in corso d’anno, fermo in ogni caso quanto previsto dal comma 21, terzo e quarto periodo per le progressioni di carriera comunque denominate, maternità, malattia, missioni svolte all’estero, effettiva presenza in servizio, fatto salvo quanto previsto dal comma 17, secondo periodo ….
21. … … Per le categorie di personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 e successive modificazioni, che fruiscono di un meccanismo di progressione automatica degli stipendi, gli anni 2011, 2012 e 2013 non sono utili ai fini della maturazione delle classi e degli scatti di stipendio previsti dai rispettivi ordinamenti. Per il personale di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni le progressioni di carriera comunque denominate eventualmente disposte negli anni 2011, 2012 e 2013 hanno effetto, per i predetti anni, ai fini esclusivamente giuridici. … …
CONSIDERAZIONI:
La norma blocca i trattamenti economici al 2010, per il prossimo triennio, fatta eccezione per gli incrementi relativi all'indennità di vacanza contrattuale ma l'esposto non è assolutamente chiaro anzi, a dire il vero risulta proprio incomprensibile: cosa si intende per “eventi straordinari della dinamica retributiva”? Non si fa capire proprio ciò che permetterebbe un incremento economico rispetto al 2010. Si potrebbe intendere l’assegno funzionale, lo scatto aggiuntivo a chi matura gli anni di effettivo servizio nella qualifica, cambi turno, la reperibilità, i servizi esterni, i lavori notturni, i festivi, l’ordine pubblico, le missioni nel territorio nazionale, il lavoro straordinario. Ma queste voci non hanno certo alcunchè di "straordinario" e comunque ammesso che rientrassero nella categoria degli “eventi straordinari della dinamica retributiva” perchè vengono poi fatte salve le “missioni all’estero” ? Non sarebbero anch'esse sullo stesso piano delle altre voci? Possiamo intendere anche che siano legate ad indennità per diversa mansione? Si potrebbero allora intendere anche le promozioni dovute alla maggiore anzianità di servizio, ma poi questa interpretazione sarebbe smentita dal rimando al comma 21 in cui si dice chiaramente che le progressioni di carriera avranno solo effetto giuridico e non economico. Il ministro La Russa e il Ministro Maroni, nella conferenza stampa che abbiamo presentato negli articoli precedenti, tentano di esprimere il contenuto di un ordine del giorno che il governo presenterà contestualmente alla discussione sulla manovra che ne chiarisca gli aspetti interpretativi, che li ponga a votazione per un univoco e corretto modo di interpretare la disposizione di legge. A dire il vero, oltre alla banalità dell'esempio riportato dal ministro La Russa del "militare x che fa 10 guardie" , non si sono avute anticipazioni tecniche di rilievo, sull'interpretazione che i sindacati di polizia attendono dal documento ufficiale. Rimane forte la protesta e la battaglia contro la soppressione dei 770 milioni destinati al riordino delle carriere e il mancato rinnovo del contratto economico fermo dal 2007 con i disposti degli articoli seguenti:

Art. 9 comma 30
(riordino carriere comparto sicurezza)



L’articolo 3, comma 155, secondo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (Legge Finanziaria 2004) ha stanziato delle risorse finalizzate al Riordino dei Ruoli e della carriere del personale non direttivo e non dirigente del Comparto Sicurezza-Difesa. Tali risorse pur stanziate dalla legge Finanziaria 2004, sono state utilizzate in parte dall’articolo 6 del decreto-legge 19 settembre 2004, n. 238 (euro 11.509.000 per l’anno 2004, euro 3.586.000 per l’anno 2005 ed euro 2.996.000 a decorrere dall’anno 2006).Pertanto, le risorse residue pari a 770 milioni di euro lordi (da utilizzare soltanto per la corresponsione di emolumenti una tantum) possono essere soppresse in quanto non ancora utilizzate per le finalità previste dalla norma. Rimangono, tuttavia, stanziate le risorse a regime pari a 119 milioni a decorrere dall’anno 2011.

Art. 9 comma 17
Non si dà luogo, senza possibilità di recupero, alle procedure contrattuali e negoziali relative al triennio 2010-2012 del personale di cui all’articolo 2, comma 2 e articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni. È fatta salva l’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale nelle misure previste a decorrere dall’anno 2010 in applicazione dell’articolo 2, comma 35, della legge 22 dicembre 2008, n. 203.
Lo stato di mobilitazione e di protesta del Siulp e degli altri sindacati rimane e rimarrà alto fino a totale soddisfazione delle richieste avanzate. Su un tema di carattere nazionale delicatissimo qual'è la Sicurezza non si può cedere a nessun vezzo, di nessun Governo.
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mercoledì 21 luglio 2010

Casini a Tremonti: trovi i soldi per i poliziotti, noi in piazza con loro


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Felice Romano: lo diremo anche alla lega che la criminalità non è solo del Sud

Roma, 21 luglio 2010 - (SRN) Pesanti le dichiarazioni di Felice Romano sul TG3 nazionale: "Il governo è sordo ma non ci arrenderemo e lo andremo a spiegare anche nel nord est, alla Lega, che la criminalità non è solo nel sud d'Italia". L'ampio servizio del TG3 riporta anche l'intervista dell'On. Casini, a fianco del Segretario Generale del Siulp, che dichiara "Il Ministro Tremonti trova i soldi per spalmare le Quote Latte e non trova i fondi per la Sicurezza". Altre interviste dei segretari generali degli altri sindacati di polizia e delle rappresentanze dei Vigili del Fuoco hanno creato il giusto allarme su uno scenario che si prospetta inaccettabile per i cittadini e per il paese. Sottolineato dalla redazione l'assurdo della "polizia" contro la "polizia" quando i colleghi hanno impedito di valicare le transenne per esercitare il diritto alla protesta. Alcune fonti sembrerebbero riferire che addirittura il dispositivo di ordine pubblico aveva allertato i carro attrezzi della Polizia Municipale per rimuovere eventuali mezzi non autorizzati. Tutti contro tutti, siamo al ridicolo.
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martedì 20 luglio 2010

Lasciate alla Polizia i suoi meriti e i suoi compiti

ROMA, 20 LUG - (SRN) ''Maroni ha da me una missione di passare alla storia, ed io con lui, per aver sconfitto le organizzazioni criminali''. Così ha detto il presidente del Consiglio in apertura della conferenza stampa di presentazione della nuova stagione del Milan (fonte ANSA). Vorremo ricordare loro che nessuna investitura politica, da quella di ministro a quella di presidente del Consiglio, può insegnare cosa sia la polizia, come agisca e cosa debba fare per sconfiggere le organizzazioni criminali. La politica si prende i meriti e la polizia gli schiaffi dalla politica, che taglia risorse uomini e mezzi. Chiederanno ai poliziotti di andare, nel tempo libero, ad arrestare i criminali magari con le loro macchine private? Come pensano di sconfiggerla questa criminalità, continuando a sfruttare opportunisticamente ciò che viene fatto già ben oltre il limite del proprio dovere? Per "parare" cosa poi, gli sprechi degli "intoccabili"? Le modifiche in tema di intercettazioni, diffuse oggi, fanno ridere. Per acquisire il traffico telefonico di un cellulare bisognerà rivolgersi al Giudice delle Indagini Preliminari. Anche con le modifiche previste la Polizia Giudiziaria non avrà strumenti nei procedimenti contro ignoti visto che non potrà acquisire il traffico transitato nell'area dove è stato commesso un delitto né potrà individuare i telefonini in uso all'indagato, né esaminare i cellulari presenti sulla rete telefonica nel percorso effettuato dal sospettato. Risulta poi totalmente incomprensibile come mai la Commissione Giustizia si ostini a prevedere che tutto il fascicolo sia inviato al Tribunale Distrettuale per le autorizzazioni e le proroghe delle intercettazioni esponendo i corrieri dei fascicoli a probabili attentati da parte di quella criminalità interessata a far saltare quelle indagini. Constatiamo una superficialità inaudita nelle dichiarazioni rilasciate ai media, come quella del presidente del Consiglio oggi, e ci si ostina a non voler ascoltare le forze sindacali del comparto difesa e sicurezza che sono gli unici depositari dei meriti e delle conoscenze specifiche sul tema della Sicurezza, tagliata, sbeffeggiata ma continuamente sbandierata per riempirsi la bocca.
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Specificità: come stroncare, tra gli applausi, i diritti degli operatori della Sicurezza

Roma, 20 luglio 2010 - (SRN) Il ddl 1167 approvato in Senato il 3 marzo 2010 (Specificità delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco) è una trappola assurda. Non si deve dimenticare, nel tritatutto mediatico, ogni passo che viene compiuto dalle azioni di governo nei confronti delle Forze dell'Ordine, e non si si deve abbassare la riflessione su argomenti che non sono mai "datati" se modificano sostanzialmente le condizioni di un rapporto di lavoro. Molti la inneggiano come una svolta epocale, molti si dichiarano contro, ma pochi si chiedono perché il governo l'abbia voluto approvare in maniera così frettolosa, senza copertura finanziaria? Perché interessava "bollare ufficialmente" gli uomini delle forze dell'ordine col marchio a fuoco della "Specificità"? Per applicare degli sconti sul prezzo della benzina o per altri benefici fantasma? Il ddl è senza copertura finanziaria e rimanda il reperimento di fondi a provvedimenti legislativi successivi. Ma fondi per chi? Per cosa? Per nessuno! La norma è "giuridicamente neutra", non sancisce, cioè, nessun obbligo a migliorare le condizioni economiche degli operatori della sicurezza, semplicemente, autorizza a «stanziare le occorrenti risorse finanziarie» senza specificare né quante né per farci che cosa. E allora? Perchè questa fretta nell'approvazione? La risposta è contenuta nel testo dello stesso ddl che recita «è riconosciuta la specificità del ruolo delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché dello stato giuridico del personale ad essi appartenente, in dipendenza della peculiarità dei compiti, degli obblighi e delle limitazioni personali, previsti da leggi e regolamenti, per le funzioni di tutela delle istituzioni democratiche e di difesa dell'ordine e della sicurezza interna ed esterna, nonché per i peculiari requisiti di efficienza operativa richiesti e i correlati impieghi in attività usuranti». Tradotto, significa in parole povere, che per questo regalino della "specificità", non saranno più riconosciuti agli operatori dell'ordine, gli stessi diritti che hanno gli altri cittadini, quello per cui abbiamo sempre lottato ed era già difficile da far comprendere adesso potrebbe essere stroncato da una legge precisa. Quindi, un trasferimento illegale arbitrario e punitivo, una sanzione sproporzionata o un qualunque sopruso subito, troverà, in sede di dibattimento legale, una normativa ad hoc, che sancisce il nostro rapporto di lavoro in modo diverso da tutti gli altri lavoratori: in base alla nostra specificità, appunto. Ecco quindi la spiegazione della fretta di approvare velocemente questo provvedimento: avere uomini delle Forze dell'Ordine senza più diritto di replica. E quanto viene pagata questa nuova condizione contrattuale? Nulla.
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