Roma, 8 novembre 2010 (SRN) - Il Siulp in testa, con gli altri sindacati di Polizia, fa presagire ''probabili iniziative di protesta, in occasione della visita all'Aquila del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi''. Nella nota congiunta dei sindacati di categoria si legge: ''Il crescente dissenso tra la popolazione, per l'indecorosa accoglienza degli uffici di Pubblica Sicurezza dell'Aquila, fa si' che gli agenti di polizia addetti a qualsiasi titolo alle relazioni con il pubblico, siano costretti a scusarsi quotidianamente e personalmente con l'utente per il servizio squallidamente offerto all'interno di containers o nei sottoscala affittati, a spese dei cittadini, a caro prezzo, dalla Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila, mentre il Presidente del Consiglio dei Ministri torna domani all'Aquila, dopo una lunghissima assenza, per la consegna dei riconoscimenti di Protezione Civile ai vertici delle forze di Polizia, in riferimento al servizio svolto nel post terremoto, i poliziotti aquilani, cioe' coloro che mentre vivevano la tragedia sulla loro pelle e su quella dei propri congiunti hanno generosamente prestato servizi e soccorso alla popolazione tralasciando i loro problemi, comuni a tutti i concittadini, ancora oggi, sono costretti a lavorare ammassati e dimenticati in malsani ambienti di fortuna''. L'informativa sindacale accusa inoltre ''il Governo in carica di aver cercato di accreditarsi tantissimi meriti sulla ricostruzione, sinora solo virtuale, a danno anche dell'immagine della popolazione aquilana, non risparmiando figuracce neanche in merito alla ricostruzione degli edifici strategici, come lo stabile della Questura, luogo preposto alla pianificazione e al coordinamento della sicurezza di tutta la provincia''. Duro l'attacco dei sindacati di Polizia contro il Governo, accusato di aver fatto propaganda elettorale su una tragedia che ha ucciso 308 aquilani, ha lasciato disastri, persone con il loro dolore e le loro difficoltà, sradicati dalle loro case, deportati lontano e senza più contatto con la loro terra. In ultima analisi i sindacati recriminano che "a L’Aquila, dopo diciannove difficili mesi, i poliziotti non solo sono ancora ammassati e abbandonati in vere e proprie baracche di lamiera, roventi d’estate e gelide in inverno, forse neanche omologate, ma il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha comunicato di non riconoscere loro neanche le indennità previste dalla legge, in quanto ritiene i containers e i sottoscala di una banca “ordinari uffici di Polizia".
