Roma 19 ottobre 2011 (SRN) Fuori dal Senato ieri, i poliziotti hanno protestato contro i tagli previsti dal governo, non è bastato che il ministro abbia annunciato una riduzione e uno «stanziamento immediato da 60 milioni di euro per i servizi di ordine pubblico». Molte le testate giornalistiche che tra comunicati, telegiornali e articoli sul web, hanno dato sensibile visibilità alla protesta dei poliziotti.
l'Ufficio Legale del SIULP di Roma
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mercoledì 19 ottobre 2011
DICHIARAZIONI SATURNO CARBONE RIPRESE DALLA STAMPA
lunedì 17 ottobre 2011
Dichiarazioni di Saturno Carbone all'Unità
Roma 17 ottobre 2011 (SRN) Ecco l'articolo dell'Unità in merito alla protesta del 18 ottobre a Roma: "In piazza ci saranno anche i poliziotti del Siulp. Il segretario generale di Roma Saturno Carbone afferma: «Martedì 18 ottobre saremo in piazza a manifestare ancora una volta, saremo lì a mostrare la nostra faccia, chiedendo ai cittadini di fare una donazione tramite bonifico, al ministero dell'Interno, per l'acquisto della benzina, visto che il Governo non provvede più».
Secondo il Siulp, «mentre tutti si affannano a fare i complimenti ai colleghi che eroicamente hanno difeso la Capitale del nostro Paese, mentre i politici continuano a fare a botte nei vari talk show televisivi, nessuno si interroga su una cosa: perché dobbiamo continuare a fare il nostro lavoro con sempre meno risorse? Poliziotti, Carabinieri e finanzieri, ancora una volta dimostrando un coraggio che sicuramente deve far riflettere chi ci governa, si sono immolati per difendere Roma dai vandali che hanno provato a devastarla. Il nostro ringraziamento a tutti gli eroi di Roma e tutto il nostro biasimo, al governo di questo Paese, che in modo ancora una volta vergognoso, difendendo i privilegi delle auto blu e della casta, continua a tagliare sui bisogni primari dei cittadini, sicurezza compresa. Un grazie enorme a tutti i colleghi romani che sabato 15 ottobre, mettendo a repentaglio la propria incolumità, hanno dimostrato ai 'politicanti' cosa significa per un poliziotto, un carabiniere o un finanziere, quel giuramento indissolubile che lo lega alla nostra Patria e ai nostri concittadini». Ecco il link dell'articolo
Saturno Carbone su Repubblica: grazie ai colleghi e biasimo al Governo di questo Paese
Roma, 17 ottobre 2011 (SRN) Forti sono le dichiarazioni del Segretario Generale di Roma Saturno Carbone riprese da Repubblica, che annunciando l'iniziativa nelle principali piazza italiane per chiedere ai cittadini un contributo per acquistare carburante da destinare alle volanti e agli automezzi con il relativo sit-in davanti Camera e Senato riporta nel suo articolo testualmente: " Il segretario generale del Siulp di Roma Saturno Carbone afferma: '''Martedì 18 ottobre saremo in piazza a manifestare ancora una volta, saremo lì a mostrare la nostra faccia, chiedendo ai cittadini di fare una donazione tramite bonifico, al ministero dell'Interno, per l'acquisto della benzina, visto che il governo non provvede più''. Secondo il Siulp, ''mentre tutti si affannano a fare i complimenti ai colleghi che eroicamente hanno difeso la capitale, mentre i politici continuano a fare a botte nei vari talk show televisivi, nessuno si interroga su una cosa: perché dobbiamo continuare a fare il nostro lavoro con sempre meno risorse? Poliziotti, carabinieri e finanzieri, ancora una volta dimostrando un coraggio che sicuramente deve far riflettere chi ci governa, si sono immolati per difendere Roma dai vandali che hanno provato a devastarla. Il nostro ringraziamento a tutti i colleghi di Roma e tutto il nostro biasimo, al governo di questo Paese, che in modo ancora una volta vergognoso, difendendo i privilegi delle auto blu e della casta, continua a tagliare sui bisogni primari dei cittadini, sicurezza compresa". Ecco il link dell'articolo
lunedì 26 settembre 2011
Inchiesta Criminalità Roma: Saturno Carbone, dichiarazioni all'Espresso
Roma 26 settembre 2011 (SRN) Riportiamo un estratto dell'articolata inchiesta dell'Espresso di Riccardo Bocca "Roma a mano armata" e le dichiarazioni del segretario generale del Siulp di Roma Saturno Carbone. "Il riferimento è al Patto per Roma sicura, sottoscritto il 29 luglio 2008 dal sindaco Alemanno con il prefetto della capitale, il presidente della Provincia e il collega della Regione. Undici pagine di buoni propositi per "ridurre il degrado", sottolineano dal centrodestra, rafforzando "l'azione di contrasto al crimine organizzato" e stroncando "aree di degrado e illegalità che vanno dallo sfruttamento della prostituzione al caporalato, dallo spaccio di droga all'abusivismo commerciale". Un'encomiabile agenda che, nel tempo, è diventata fonte di qualche imbarazzo. Basta per esempio chiedere a Giorgio Ciardi, delegato alla sicurezza del sindaco, che fine ha fatto il numero verde "Sos degrado e sicurezza", previsto appunto dal Patto, e la risposta è che "non è partito". Perché i costi del servizio erano "inaccessibili", e in ogni caso "serviva personale adeguato". Altro passaggio determinante, nel Patto, era "l'addestramento alle armi del personale della polizia municipale". Ma anche qui è finita piuttosto male, con il segretario dell'Arvu (Associazione romana vigili urbani) che a luglio si è sfogato così: "Ci hanno dato la pistola ma non ci insegnano a usarla... In queste condizioni, i vigili armati sono un pericolo per se stessi e gli altri".
Dopodiché non può stupire che, anche la voce "sportelli di sicurezza", pensati per un dialogo più efficace con i cittadini, sia un'alternanza di luci e ombre: "In certi Municipi ci sono e funzionano", spiega Ciardi, "in altri ci sono e procedono così e così, in altri ancora non ci sono per niente". Ed è un peccato, concordano gli addetti ai lavori, che il Patto del 2008 non sia sbocciato al 100 per cento in realtà. "Nelle carte", spiega il leader romano del Siulp (Sindacato italiano unitario lavoratori di polizia) Saturno Carbone, "si legge che il Comune doveva investire in sicurezza 10 milioni di euro". Per cui la domanda, adesso, è la seguente: "Come hanno investito quel denaro?". Tantopiù, dice Carbone, "che nell'ultimo decennio i mezzi a disposizione del reparto volanti sono calati da 130 a 49, e il personale in un ventennio è sceso da 680 a 350". Va bene che tra luglio e agosto, spinto dai titoli di cronaca nera, il questore Francesco Tagliente ha messo in campo ogni forza a disposizione (rispetto allo stesso periodo del 2010, +369 pattuglie in strada e +212 volanti dei commissariati), "ma rimangono nozze con i fichi secchi", commenta Carbone. E il miglior modo per capirlo, "è leggere il diario di bordo di una volante, ossia l'incubo in tempo reale di colleghi che guadagnano 1.200 euro al mese". Per farsi un'idea, prendendo un giorno a caso, tra la mezzanotte del 2 settembre e quella del 3, nella capitale sono state arrestate 12 persone, altre 26 hanno ricevuto denunce in stato di libertà, sono stati svolti 86 posti di blocco, 184 multe sono state compilate e 2.401 cittadini sono stati identificati, sequestrando tra l'altro cinque veicoli e recuperandone altri cinque rubati. "Un disastro di fatica", lamenta un poliziotto a fine turno. E dargli torto è ostico, dopo che alle tre di notte le volanti sono dovute accorrere nella semiperiferia del quartiere San Paolo per un cittadino "aggredito da tre soggetti, tra i quali una donna, che lo hanno trascinato a terra asportandogli 600 euro dal marsupio". Poi gli agenti si sono precipitati, alle quattro, verso una tabaccheria al Tuscolano per il furto di 5 mila euro in sigari e sigarette. Poi ancora, in un crescendo di chiamate più o meno urgenti al 113, si è intervenuti dietro alla Nomentana per una lite furibonda tra coniugi, con mobilia sfasciata e "marito privo di conoscenza". Fino alla rissa mattutina in un ufficio postale di Porta Maggiore, i calci e pugni assestati sulla via Boccea da uno sconosciuto a una donna romena, il fermo su una fuoriserie di"un uomo sottoposto a sorveglianza speciale", e ancora furti, segnalazioni di violenze, rinvenimenti di armi e cadaveri dei quali riscostruire la storia."
venerdì 16 settembre 2011
FORZA ASSENTE: IL RETAGGIO BORBONICO TANTO CARO AI QUESTORI DI ROMA
Qualcuno di noi è entrato in Polizia da giovincello, trovando qui la prima esperienza lavorativa. A qualcun altro, invece, è toccato in sorte di fare il servizio militare; quasi tutti, tra quelli di noi che hanno portato le stellette, apprezzano moltissimo l’ambiente lavorativo civile: qui ci sono diritti e non concessioni; qui ci sono sindacati indipendenti e non farsesche “rappresentanze di base” asservite e gestite dalle gerarchie; qui c’è… la FORZA ASSENTE !
Che diavolo ci fa la “forza assente”, questo orribile, dannoso ed illegittimo retaggio del più bieco militarismo in un corpo “civile e moderno” come la Polizia di Stato? O, meglio, che ci fa nella questura di Roma, visto che è questo l’ultimo posto dove è ancora possibile trovare questo vergognoso, anacronistico ed incostituzionale strumento di vessazione?
È presto detto: esiste ancora per precisa volontà del questore di Roma, per consentire ai dirigenti dei vari uffici di avere una possibilità in più di liberarsi di “elementi scomodi”; per imporre una movimentazione svincolata da criteri oggettivi e da un serio confronto coi rappresentanti dei lavoratori; per tenere “sotto schiaffo” i poliziotti, limitando il loro diritto di curarsi quando si ammalano.
È un modo vergognoso di discriminare, al rientro dalla forza assente, i “buoni” (che possono rientrare agli uffici di provenienza) dai “cattivi, per i quali il dirigente avrà dato parere negativo. È sintomo della profonda mancanza di rispetto dell’amministrazione verso i propri figliastri che, pur svolgendo un lavoro pesante, usurante e disagiato, spesso svolto alla mercé delle intemperie, si vedono negato il diritto di curarsi serenamente se si ammalano: finché ti posso utilizzare al cento per cento mi vai bene, dopodiché ti posso rottamare…
Ma, cosa più grave di tutte, viola il principio costituzionale che tutela la salute dei cittadini della Repubblica e vieta ogni tipo di discriminazione!
Non potendo più tacere su questo modo ingrato di trattare i colleghi, il SIULP chiede l’IMMEDIATA SOPPRESSIONE di questa anacronistica gogna per i poliziotti romani, di questo vergognoso strumento di intimidazione e di vessazione che toglie ai lavoratori della sicurezza la certezza della propria mansione e della sede di servizio.
Roma, 16 settembre 2011
IL SEGRETARIO GENERALE
Saturno Carbone
mercoledì 14 settembre 2011
Saturno Carbone al Questore: Commissariati romani in sofferenza, poliziotti tuttofare.
Roma 14 settembre 2011 (SRN) Ecco la lettera di Saturno Carbone al Questore Tagliente: "In più occasioni questa O.S. ha avanzato la proposta di istituire un tavolo di confronto finalizzato allarisoluzioni dei tanti problemi degli uffici territoriali. Nonostante le manifeste intese sull’argomento, i Commissariati di P.S. vertono tutti in una gravissima condizione di necessità sia dal punto di vista delle risorse strumentali che delle risorse umane. Una condizione di bisogno che inevitabilmente si ripercuote sui poliziotti, i quali, per ragioni oggettive di conduzione d’ufficio e per la necessità di attendere in maniera efficiente alla relazione col territorio, devono sopperire con proprie risorse alle mancanze della struttura.
Parimenti, è gravissima la carenza di personale, soprattutto nel ruolo Sovrintendenti e nel Ruolo Ispettori. Un bisogno ancora più sensibile presso gli Uffici EPI di quei Commissariati per i quali è previsto l’esercizio nelle 24 ore. A questo aggiunga le vacanze determinate dai pensionamenti, dai trasferimenti – vacanze non compensate , aggiunga le assenze legittime: congedo, malattie, aggiunga gli esoneri e le idoneità parziali, aggiunga pure i prelievi di personale per esigenze di O.P. di cui vengono fatti oggetto i Commissariati.
Parimenti, è gravissima la carenza di personale, soprattutto nel ruolo Sovrintendenti e nel Ruolo Ispettori. Un bisogno ancora più sensibile presso gli Uffici EPI di quei Commissariati per i quali è previsto l’esercizio nelle 24 ore. A questo aggiunga le vacanze determinate dai pensionamenti, dai trasferimenti – vacanze non compensate , aggiunga le assenze legittime: congedo, malattie, aggiunga gli esoneri e le idoneità parziali, aggiunga pure i prelievi di personale per esigenze di O.P. di cui vengono fatti oggetto i Commissariati.
In una tale situazione saprà certamente che in un Commissariato il personale con qualifica di U.P.G. attende alle incombenze della P.G. nella trattazione ordinaria dell’attività di indagine, all’attività di P.A.S., all’attività di polizia di prevenzione, all’attività di emergenza e pronto intervento. Si potrebbe fare certamente di più ma, pur volendo dimenticare la normativa in materia di lavoro, la medicina tiene a precisare il bisogno di almeno 7 ore di sonno, per il giusto recupero psico-fisico.
Proprio in materia di contratto di lavoro, l’Amministrazione si rende sistematicamente responsabile di violazioni contrattuali in merito al ricorso al cambio turno, soprattutto nel quadrante notturno, in quei commissariati dove l’UEPI è attivo sulle 24 ore. Sempre di più si sta diffondendo la deprecabile pratica della ‘richiesta di cambio turno’ sottoscritta dal dipendente stesso: una formalizzazione del rapporto di subordinazione sul piano del diritto che è inaccettabile!!!
Credo che la pianificazione e sistematizzazione degli interventi da eseguire presso i Commissariati sia una necessità non più procrastinabile. Tra questi è assolutamente prioritaria la questione degli Uffici EPI. Nel merito, credo che sia trascorso un tempo sufficiente ad una valutazione oggettiva dello stato dell’attuazione dei nuovi quadranti operativi degli uffici EPI su Roma. Un tempo che consente una opportuna valutazione dei costi, delle migliorie e degli interventi necessari. Interventi che non possono più essere frutto della valutazione d’impatto ma che devono avere una necessaria caratteristica progettuale e programmatica condivisa.
Ogni ulteriore dilazione di tempo, deroga o indugio, saranno inevitabilmente attribuite ad una consapevole e deliberata scelta dell’Amministrazione, ogni ulteriore violazione non potrà trovare più la ragionevole giustificazione dell’eccezione o della contingenza, ma unicamente la scelta determinata dalla volontà di non rispettare i dettati normativi in materia di lavoro.
E’ assolutamente prioritario fattivamente operare per il ripristino di condizioni umanamente vivibili dei posti di lavoro e professionalmente dignitose per i poliziotti in termini di impiego operativo. Le chiedo pertanto di voler accordare, con ogni possibile urgenza, l’istituzione di un tavolo di lavoro finalizzato alla discussione della grave situazione degli UPG e degli Uffici EPI nei Commissariati romani."
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