Roma 26 settembre 2011 (SRN) Riportiamo un estratto dell'articolata inchiesta dell'Espresso di Riccardo Bocca "Roma a mano armata" e le dichiarazioni del segretario generale del Siulp di Roma Saturno Carbone. "Il riferimento è al Patto per Roma sicura, sottoscritto il 29 luglio 2008 dal sindaco Alemanno con il prefetto della capitale, il presidente della Provincia e il collega della Regione. Undici pagine di buoni propositi per "ridurre il degrado", sottolineano dal centrodestra, rafforzando "l'azione di contrasto al crimine organizzato" e stroncando "aree di degrado e illegalità che vanno dallo sfruttamento della prostituzione al caporalato, dallo spaccio di droga all'abusivismo commerciale". Un'encomiabile agenda che, nel tempo, è diventata fonte di qualche imbarazzo. Basta per esempio chiedere a Giorgio Ciardi, delegato alla sicurezza del sindaco, che fine ha fatto il numero verde "Sos degrado e sicurezza", previsto appunto dal Patto, e la risposta è che "non è partito". Perché i costi del servizio erano "inaccessibili", e in ogni caso "serviva personale adeguato". Altro passaggio determinante, nel Patto, era "l'addestramento alle armi del personale della polizia municipale". Ma anche qui è finita piuttosto male, con il segretario dell'Arvu (Associazione romana vigili urbani) che a luglio si è sfogato così: "Ci hanno dato la pistola ma non ci insegnano a usarla... In queste condizioni, i vigili armati sono un pericolo per se stessi e gli altri".
Dopodiché non può stupire che, anche la voce "sportelli di sicurezza", pensati per un dialogo più efficace con i cittadini, sia un'alternanza di luci e ombre: "In certi Municipi ci sono e funzionano", spiega Ciardi, "in altri ci sono e procedono così e così, in altri ancora non ci sono per niente". Ed è un peccato, concordano gli addetti ai lavori, che il Patto del 2008 non sia sbocciato al 100 per cento in realtà. "Nelle carte", spiega il leader romano del Siulp (Sindacato italiano unitario lavoratori di polizia) Saturno Carbone, "si legge che il Comune doveva investire in sicurezza 10 milioni di euro". Per cui la domanda, adesso, è la seguente: "Come hanno investito quel denaro?". Tantopiù, dice Carbone, "che nell'ultimo decennio i mezzi a disposizione del reparto volanti sono calati da 130 a 49, e il personale in un ventennio è sceso da 680 a 350". Va bene che tra luglio e agosto, spinto dai titoli di cronaca nera, il questore Francesco Tagliente ha messo in campo ogni forza a disposizione (rispetto allo stesso periodo del 2010, +369 pattuglie in strada e +212 volanti dei commissariati), "ma rimangono nozze con i fichi secchi", commenta Carbone. E il miglior modo per capirlo, "è leggere il diario di bordo di una volante, ossia l'incubo in tempo reale di colleghi che guadagnano 1.200 euro al mese". Per farsi un'idea, prendendo un giorno a caso, tra la mezzanotte del 2 settembre e quella del 3, nella capitale sono state arrestate 12 persone, altre 26 hanno ricevuto denunce in stato di libertà, sono stati svolti 86 posti di blocco, 184 multe sono state compilate e 2.401 cittadini sono stati identificati, sequestrando tra l'altro cinque veicoli e recuperandone altri cinque rubati. "Un disastro di fatica", lamenta un poliziotto a fine turno. E dargli torto è ostico, dopo che alle tre di notte le volanti sono dovute accorrere nella semiperiferia del quartiere San Paolo per un cittadino "aggredito da tre soggetti, tra i quali una donna, che lo hanno trascinato a terra asportandogli 600 euro dal marsupio". Poi gli agenti si sono precipitati, alle quattro, verso una tabaccheria al Tuscolano per il furto di 5 mila euro in sigari e sigarette. Poi ancora, in un crescendo di chiamate più o meno urgenti al 113, si è intervenuti dietro alla Nomentana per una lite furibonda tra coniugi, con mobilia sfasciata e "marito privo di conoscenza". Fino alla rissa mattutina in un ufficio postale di Porta Maggiore, i calci e pugni assestati sulla via Boccea da uno sconosciuto a una donna romena, il fermo su una fuoriserie di"un uomo sottoposto a sorveglianza speciale", e ancora furti, segnalazioni di violenze, rinvenimenti di armi e cadaveri dei quali riscostruire la storia."

