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l'Ufficio Legale del SIULP di Roma

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mercoledì 24 novembre 2010

IL SIULP ADERISCE CON ENTUSIASMO ALLA CAMPAGNA “ADOTTA UN POLIZIOTTO” DELL'UGL-F.P.

Quando, trent'anni fa, nacque il Sindacato Unitario Lavoratori di Polizia, fu spiegato, da Cgil, Cisl e Uil che, in nessun caso, un sindacato di lavoratori avrebbe dovuto attaccare un'altra categoria di lavoratori, perché questo gioco al massacro avrebbe favorito il datore di lavoro, il “padrone”, per usare il gergo di quegli anni. Senza contare che, per attaccare frontalmente il “padrone”, ci vuole tanto coraggio, mentre, per attaccare altri lavoratori, basta un po' di leggiadra incoscienza. Ciò premesso, il SIULP aderisce, con entusiasmo, alla simpatica campagna “Adotta un poliziotto”, che l'UGL-F.P. ha lanciato alcuni giorni fa, sotto il Viminale, con apposito volantinaggio. Infatti, adottando un poliziotto (per i diritti del quale il SIULP è impegnato allo scopo di non permettere l'applicazione del controllo elettronico delle presenze, controllo ritenuto ingiusto per tutti i lavoratori ivi compresi quelli del settore “civile”, per i diritti dei quali l'UGL-F.P., invece, non trova nulla di meglio da fare che attaccare i poliziotti, anziché i vertici del dipartimento), si hanno tanti vantaggi: si sfugge al controllo elettronico, si può andare a bere il caffè, senza recuperare i cinque minuti sottratti al lavoro, si possono guardare le vetrine, ecc. Ma questa è solo una parte minima e -volendo- neanche la più importante della faccenda. Adottando un poliziotto, ben altri vantaggi diventeranno immediatamente disponibili, fin da subito. Si può, per esempio, ammirare il fascino dei corridoi ministeriali, deserti nelle piovose notti di novembre, quando il direttore centrale deve preparare l'informativa -urgente e riservata- per il ministro e decine di piccoli Silvio Pellico si arrabattano tra computer e fascicoli per dare una mano. Si può, con un po' di fortuna, finire alle tre di notte e, perso l'ultimo treno per Cerveteri o Aprilia (se il poliziotto adottato è anche un pendolare – come spesso capita) godere la Roma by Night di Fellini e Mastroianni, per poi andare tutti al Pincio, all'alba, a gustare i cornetti appena sfornati, prima di rientrare al ministero, appena riapre. Si può -per esempio- provare il fascino della città disabitata, la domenica mattina, quando tutti gli altri fanno tardi a letto o aiutano in casa a preparare il ragù e il poliziotto-adottato sta in ufficio a seguire la preparazione dei contingenti per le partite di calcio o la sonnolenta inquietudine della domenica pomeriggio, quando nelle case e nei bar inizia la discussione del dopo-partita, tra l'amaro lucano e le paste alla crema, mentre il poliziotto-adottato segue sul maxi-schermo della sala operativa il deflusso dagli stadi, gli scontri con i tifosi, le goliardiche sassaiole degli ultras, la rituale conta dei feriti e dei contusi, l'appassionante elenco degli arrestati e dei denunciati a piede libero. Tra il caffè liofilizzato della macchinetta e gli squisiti Ritz di quella accanto (se esistente). Emozioni -queste- assurdamente ed ingiustamente negate a chi, senza alcun motivo, timbra il cartellino e alle due del venerdì pomeriggio -piova, nevichi o tiri vento- se ne va a casa. Senza contare, poi, le emozioni dei festivi passati al lavoro, il prossimo otto dicembre ad esempio, festa dell'immacolata, il momento migliore per godersi la domestica intimità dell'ufficio, quando tutti trafficano in via del Corso addobbata a festa e il poliziotto-adottato garantisce dalla sua comoda scrivania la continuità dell'ufficio. E vogliamo parlare delle festività natalizie, delle quali tutti fruiscono in blocco (dalla vigilia di Natale all'Epifania compresa) mentre il poliziotto, ogni anno, si gioca a tombola con i colleghi la festa da santificare (o il Natale o il capodanno) sperando che non esca il Capodanno perché tocca sempre preparare la statistica degli incidenti dei botti del trentuno? E vogliamo, visto che ci siamo, mettere la soddisfazione che il poliziotto prova quando, la sera del cenone, chiama la moglie che ha appena preparato la tavola per informarla che si deve trattenere per preparare la relazione su quella disgrazia avvenuta a Marcianise della quale il TG ha appena parlato? Questa e tante, tantissime emozioni ancora vi attendono, amici “civili”, accorrete in massa finché siete in tempo! Adottate un poliziotto, amici dell'Ugl – F.P. E tutto questo potrà essere vostro. E, visto che ci siete, adottate pure un sindacato un po' più incisivo e lungimirante. Con questo, a parte le adozioni, a nostro sommesso avviso, ci andate a rimettere. Dateci retta. Abbasso i tornelli, abbasso i “padroni”, abbasso i sindacati inconcludenti.

Saturno Carbone
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mercoledì 20 ottobre 2010

TORNELLI “ARSENICO E VECCHI MERLETTI”

Come nella famosa commedia di Kesselring l’amministrazione assomiglia alle due ziette che "aiutano" i "loro signori" a lasciare la vita con un sorriso sulle labbra offrendo del vino di sambuco corretto con un miscuglio di veleni e li seppelliscono nel Canale di Panama. E’ proprio vero, i poliziotti continuano ad essere avvelenati fino alla morte, con continue umiliazioni, ci mancavano anche i tornelli!

La circolare “Procaccini” segue il suo iter e la nota della funzione Pubblica del 2008 che esentava le forze di polizia rispetto agli impiegati civili oggi non è più vera! Tutti uguali? E che fine fa la specificità delle Forze di Polizia? I poliziotti sono assimilati agli impiegati?

I poliziotti non sono impiegati civili e non possono essere trattati come gli impiegati, hanno ruoli e funzioni talmente diverse e particolari che non possono rientrare nella logica dei tornelli. Se il tornello deve essere il principio ispiratore degli orari di Polizia siamo proprio alla frutta, e se i colleghi saranno trattati come gli impiegati civili, allora dovranno AVERE I LORO STESSI DIRITTI!

E’ stata ridicolizzata la “specificità”, che somiglia sempre più ad una parola vuota di cui tutti amano riempirsi la bocca, ma il cui significato è percepito “pesantemente” come marchio a fuoco,  solo sulla pelle degli operatori di Polizia.

La Segreteria Provinciale di Roma investe urgentemente la Segreteria Nazionale SIULP per la ricerca di una soluzione adeguata e immediata a questo scandalo che va delineandosi semplicemente come INACCETTABILE.

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mercoledì 6 ottobre 2010

Tornelli per tutti. Bello davvero!

Con una Circolare del 25 settembre scorso, che in base al brutto vizio già visto e rivisto, è uscita di sabato, il Capo di Gabinetto del Ministro, Prefetto Procaccini, ha dato comunicazione a tutti gli uffici centrali del Ministero dell’Interno che dal 1 novembre prossimo saranno utilizzati, con funzione di marcatempo, i tornelli posti all’entrata degli Uffici Centrali del Ministero anche fuori dal Compendio Viminale. La circolare individua un orario di servizio che va dalle 8 alle 18. Una nota dell funzione Pubblica del 2008 esentava le forze di polizia rispetto agli impiegati civili, oggi invece tutti uguali. Bello davvero! Da una parte il Governo si sbraccia a voler affibbiare una specificità che limita i diritti dei Poliziotti in nome di un bene comune che è la sicurezza ma dall’altra vede i poliziotti assimilati agli impiegati grazie al parere del Consiglio di Stato del 4 giugno scorso. Questo può inficiare le attività "specifiche" di polizia, non siamo impiegati! Appare innanzitutto ridicolo e irresponsabile aver emanato una circolare di questa portata senza aver preventivamente sentito le organizzazioni sindacali, di seguito si nota l’assurdo dell’indicazione dell’orario di servizio. Perchè deve essere ridotto alla fascia 8-18? La circolare parla di possibili eccezioni in maniera molto vaga e sommaria che potrebbero generare un meccanismo di figli e figliastri per l’esenzione dal controllo dei tornelli. Non sono state date indicazioni sui tempi necessari a smistare l’entrata e l’uscita simultanea di migliaia di persone. La risposta impellente che i sindacati aspettano dall’Amministrazione è quella di aprire un tavolo contrattuale sull’articolazione dell’orario di lavoro per definire tutte le tipologie di orario possibili.
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