" SIULP Roma News: immigrazione

l'Ufficio Legale del SIULP di Roma

l'Ufficio Legale del SIULP di Roma
CLICCA SUL LOGO per leggere le novità e i successi del nostro Ufficio Legale
Visualizzazione post con etichetta immigrazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta immigrazione. Mostra tutti i post

giovedì 22 settembre 2011

C.I.E. - Il sonno della ragione

C.I.E., i moderni ossimori dell’illegalità istituzionalizzata, trovano in queste ore un rigurgito di notorietà: basta un rogo, uno sbarco per spingere i giornali a ricordarsi dell’assoluto abominio di queste strutture.
Basta un sussulto di protesta per eccitare le stanze dei bottoni a varare provvedimenti d’urgenza, rimpatri (finti), svuotamenti di centri e affollamento di altri.
Creature mostruose, malamente imbellettate da un groviglio di norme posticce, appiccicate a colpi di decreti-sicurezza che hanno di fatto aperto le porte alla più totale anarchia ed insicurezza: per le persone trattenute, per le agenzie umanitarie, per gli operatori di polizia.
Nelle ultime ore è scoppiata Lampedusa (meglio: nelle ultime ore i giornali sono tornati ad accorgersi dei CIE) e il rimbalzo delle notizie sui mass-media ha spinto il Ministero dell’Interno a prendere provvedimenti: immediato sgombero di Lampedusa.
Magari nella speranza che la cosa smonti alla prossima intercettazione a luci rosse o al  prossimo downgrade di Standard & Poors quando l’opinione pubblica tornerà a concentrarsi su altro…
E’ l’immagine al potere, baby….
Tornerà tutto nel silenzio, relegato alla controinformazione, al giornalismo di opposizione, alla nicchia politica dei ‘soliti contestatori’.
Restano i trasferimenti, i sovraffollamenti di strutture che non potendo esistere come strutture di contenzione non sono attrezzate per questa funzione, resta una regolamentazione volutamente confusa e allo stesso tempo impossibile da ricondurre in un alveo di legalità condivisa.
Resta e continua ad aumentare  il pericolo per i poliziotti e per gli operatori sociali.
Così capita che all’interno di queste strutture le persone trattenute decidano di prendere in ostaggio degli operatori sociali per potersi garantire la fuga e capita pure che il poliziotto di turno si faccia male per intervenire in una situazione del genere.
Situazioni frequenti e che si verificano a causa di quelle sindromi ignobili  del ‘fare di nascosto’. Infatti, così come per gli stadi, la Polizia c’è ma non si deve far vedere. Un malsano pensiero che si sta radicando nelle coscienze collettive. Ma ci chiediamo, qual è la polizia che non si deve far vedere? E’ quella forse dell’approssimazione, male equipaggiata, scontenta, è quella asservita agli umori volubili del potere. Invece, una polizia professionale, che offra sicurezza, perché addestrata ed equipaggiata dovrebbe essere orgoglio nazionale, fiore all’occhiello di uno stato democratico. Diversa è la condizione degli operatori romani. A quelli del CIE di Roma, per esempio, è fatto divieto di intervenire all’interno delle aree di contenzione (chè trasformerebbe il centro in un lager….. il solito problema della forma: in sostanza non lo è?); però alle stesse forze di polizia è fatto obbligo di intervenire in ogni situazione di violazione del diritto in materia di immigrazione. Tradotto: quando fuggono (perché tanto fuggono), valli a prendere.
Se non è follia questa! ….E quando si ha a che fare con i folli, sono i sani che ci rimettono…
Tra questi (i sani), al CIE di Roma, ci sono i pochi poliziotti, a turno, che sono chiamati a fare la vigilanza al centro . Pochi poliziotti per centotrentacinque persone. La polizia ridotta alle funzioni che svolge un cane da riporto, nella migliore delle tradizioni delle signorie medievali.
Il SIULP, pur ritenendo che queste strutture riservino un trattamento inumano agli individui in attesa che gli organi competenti risolvano sostanzialmente il problema, chiede che il dispositivo di vigilanza in essere al CIE di Roma venga adeguato al numero di ospiti trattenuti nel centro stesso.
Il SIULP ritiene assolutamente inutile  e gratuita l’esposizione al rischio operativo posto in essere dalle decisioni dell’amministrazione: un’ irresponsabile conseguenza di un ‘giochino’ di competenze che non può essere più consentito e che il SIULP intende fermare.
Roma, 21 settembre 2011                                                                                        
LA SEGRETERIA PROVINCIALE
leggi il seguito

venerdì 15 aprile 2011

Emergenza immigrazione: finalmente le risorse per coprire i servizi effettuati

Roma 15 aprile 2010 - (SRN) Il seguente documento, rilasciato dalla Segreteria Nazionale Siulp, espone molto chiaramente la situazione di emergenza vissuta dai colleghi e il consequenziale logico riconoscimento economico che ne deve conseguire, anche in un momento di ristrettezze come quello attuale. "Come preannunciato, e grazie all’impegno del SIULP ma soprattutto alla straordinaria prestazione dei colleghi e delle colleghe impegnati nella gestione degli immigrati giunti sulle nostre coste e alla sensibilità dell’Amministrazione che si è dimostrata coerente agli impegni assunti nel corso degli incontri che si sono tenuti in merito alla predetta emergenza, è in arrivo il decreto che autorizza lo stanziamento delle risorse a copertura dei servizi effettuati e contabilizzati con contabilità separata. Il decreto, oltre a coprire le varie indennità legate alle tipologie di servizi che si sono effettuati, così come richiesto dal SIULP in considerazione dell’enorme sacrificio che i colleghi hanno affrontato per garantire accoglienza, rispetto della dignità umana ma anche delle norme che disciplinano l’immigrazione nel nostro Paese, prevede la copertura per il pagamento sino a 150 ore mensili cadauno, oltre il limite ordinario già previsto dalle norme contrattuali vigenti e dalle disponibilità finanziarie che, come noto, soffrono di disponibilità a seguito dei noti tagli operati in sede di varo della legge finanziaria. Pur sottolineando che non ci può essere nessuna conquista che possa far barattare la dignità e l’emancipazione che i poliziotti hanno raggiunto grazie all’opera incessante del SIULP, non può essere sottaciuto, comunque, che a fronte di uno straordinario impegno richiesto ai colleghi, onorare il pagamento di queste prestazioni, è bene ricordarlo effettuate in emergenza e quindi attuate con carattere d’urgenza e di emergenza, rappresenta comunque il giusto e consequenziale riconoscimento a chi, come i poliziotti, restano un punto fondamentale di difesa e affermazione della democrazia, dell’accoglienza e del rispetto delle leggi nel nostro Paese. Nel ringraziare ancora una volta i colleghi che anche in questa circostanza, hanno dimostrato una grandissima maturità e professionalità oltre che spirito di abnegazione, vogliamo evidenziare come anche questa situazione dimostri, ancora una volta, che l’azione del sindacato anche quando sarebbe facile abbandonarsi alla mera denuncia, deve essere prioritariamente improntata alla trattativa e al confronto tra le parti per creare le migliori condizioni possibili che le emergenze operative richiedono garantendo, però, l’adeguato e concreto riconoscimento al sacrificio richiesto."
leggi il seguito

lunedì 11 aprile 2011

Immigrazione: Mentre Maroni si chiede se c'è un'Europa unita, poliziotti torchiati da turni impossibili

Roma 11 aprile 2011 - (SRN) ''Oggi vedremo se esiste un'Europa unita e solidale o se e' solo un'espressione geografica'' Questa la riflessione dell'On. Roberto Maroni entrando al Consiglio dei ministri Ue a Lussemburgo per il tema dell'emergenza immigrazione. In sostanza l'Europa si dice pronta a disporre fondi e mezzi, ma non, la pur prevista, "condivisione degli oneri" (burden sharing). Mentre siamo in attesa di decidere cosa fare, un pensiero va a tutti i colleghi che vivono in queste ore un inferno di proporzioni epocali. Per molti di loro salta ogni forma di vita civile, vanno in servizio al mattino senza certezza della fine del turno, spesso rimangono fino alla mezzanotte. Le già poche risorse, ulteriormente massacrate dall'ultima finanziaria, sono adesso strizzate fino all'impossibile. In un comunicato della Segreteria Provinciale Siulp di Roma si legge "Da non più di venti giorni (!!!), le Istituzioni hanno scoperto che almeno ventimila (?!?) persone hanno raggiunto le nostre coste per via degli sconvolgimenti politici del Nord Africa. Nel corso dei primi dieci il tempo è stato investito per lasciare spazio a ciascuno di dire la sua (dal ‘fora d’i ball’ al ‘tutti col permesso di soggiorno’). I successivi due, sono stati impiegati per costruire precari ed improbabili centri di accoglienza. Nei restanti, è toccato a chi lavora - i poliziotti-  trovare delle soluzioni per rendere efficiente, ciò che non lo è." In un tempo dove tutti i valori sembrano abbandonare la maggior parte delle azioni umane, i poliziotti "si augurano che il proprio impegno diventi patrimonio condiviso di un modo di essere (prima che di fare)" tra chi deve governare, organizzare e ottimizzare, e sperano che gli venga riconosciuto "il merito delle loro scelte e della professionalità che hanno messo a disposizione della collettività, a ennesima conferma di quel Giuramento prestato di fedeltà e servizio alla Stato."
leggi il seguito

martedì 5 aprile 2011

Allarme tragedia immigrazione: la gestione sulla pelle dei poliziotti

Roma 5 aprile 2011 (SRN) - Qualche giorno fa il segretario del Siulp Felice Romano, dichiarava all'Ansa che 'i poliziotti, con grande spirito di abnegazione e di sacrificio, stanno cercando di gestire al meglio una tragedia da tutti, a parole, definita epocale, ma da pochi, troppo pochi, riconosciuta in concreto come tale''. Rispetto a pochi giorni fa la situazione si aggrava. Continuano ad arrivare i barconi di migranti, e non solo a Lampedusa, adesso i primi profughi arrivano anche in Toscana. 917 i migranti arrivati da ieri sera. Il numero degli extracomunitari nell'isola è adesso di circa 1.500. Nelle ultime dodici ore ci sono stati sette sbarchi. Rimpatriare i mille già identificati subito e programmare le partenze di altrettanti entro la fine della settimana era il proposito, ma nell'incontro tra il premier Silvio Berlusconi e il premier tunisino Beji Kaid Essebsi di ieri, non si è trovata alcuna intesa. Allarmanti le parole del ministro del turismo tunisino Mehdi Havas, secondo il quale serve rilanciare la loro economia: «possiamo mettere tutte le navi che vogliamo a guardia delle nostre coste, ma in tre mesi saremo daccapo», ha affermato che serve «un piano da 5 miliardi di investimenti e prestiti a tasso ridotto su scala europea». «Negli ultimi tre mesi - spiega - la nostra economia è andata a picco» e «il risultato è che ci troviamo con 500 mila disoccupati. Se andiamo avanti con questo ritmo produttivo, ci vorranno cinque anni per riassorbirli». Intanto tra le false accuse ai poliziotti di essere conniventi nel permettere le fughe degli immigrati dai centri di accoglienza, i 'soloni e tuttologi improvvisati' del nostro Paese, di fronte al dramma umano che i poliziotti stanno gestendo, cosa fanno per vincolare l'Europa a fare la propria parte e ad assumersi anch'essa l'onere di ospitare una parte di questa marea umana che sta invadendo l'Italia?
leggi il seguito

domenica 22 agosto 2010

Immigrati nei Cie, le gabbie sovraffollate della vergogna. Dal governo solo parole e niente fatti. La dura critica del Siulp a Mantovano

Roma 22 agosto 2010 - (SRN) Che Il periodo estivo sia ogni anno quello in cui si registrano i maggiori tentativi di fuga dal Cie lo riconosce anche il sottosegretario all'Interno Mantovano. L'evasione di circa 30 migranti dal Centro di identificazione e espulsione di Trapani di qualche giorno fa, è l'esito di una tensione che deriva dalle caratteristiche delle strutture.  Gli immigrati sono trattenuti presso il Cie con un provvedimento amministrativo, in attesa che venga deciso l'eventuale rimpatrio coatto e «queste fughe sono dovute al sovraffollamento dei Cie». Lo ha detto a CNRmedia Felice Romano, Segretario generale del sindacato di Polizia Siulp, commentando. «Purtroppo rispetto alle intenzioni preannunciate dal governo di costruire un Cie per regione - prosegue Romano - l'obiettivo non è stato raggiunto: i pochi centri esistenti sono troppo pieni». «Tra l'altro con l'impiego dell'esercito, la propensione ad evadere da parte degli ospiti, si è accentuata moltissimo - aggiunge il Segretario generale del Siulp - perchè i militari non sono abituati alla gestione di una detenzione non coercitiva come quella dei Cie». Felice Romano auspica anche una revisione delle norme sull'immigrazione «in particolare per quei soggetti che arrivano regolarmente nel nostro Paese e poi per cavilli normativi sono costretti alla clandestinità». All'intervento del sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano nel quale annunciava «di aprire in qualche mese dei Cie anche in regioni densamente popolate come la Campania, il Veneto, la Toscana e il Piemonte» si oppone anche la dura replica di Livia Turco (PD), responsabile Immigrazione del partito: «Siamo ai soliti annunci, non è la prima volta che si parla di costruire nuovi Cie ma poi nulla. Piuttosto, colpisce quello che il governo non dice più: cioè, a che punto sono gli accordi bilaterali con gli altri Paesi e la programmazione dei flussi. Su questi temi c'è il totale silenzio».
leggi il seguito