Roma, 6 ottobre 2012 (Segr.Prov.)
Quello che colpisce, girando per il commissariato “Porta Maggiore”, non è tanto lo stabile cadente, ridotto ai minimi termini, né i fili scoperti di un impianto elettrico che non sarebbe accettabile per le norme di nessun paese del terzo mondo…
Non colpisce tanto l’aereazione dei locali, praticamente inesistente in gran parte degli uffici, o lo stato in cui si trovano gli infissi, cadenti e malfermi su cardini sbilenchi e deformi, nonostante il dirigente abbia più volte sollecitato il ripristino delle strutture fatiscenti.
E non è neanche l’esiguità dei mezzi, (prime fra tutte le autovetture, in uno stato davvero pietoso) a disposizione del personale per svolgere il proprio lavoro, né il fatto che questo personale sia ridotto all’osso e, come se questo non bastasse, falcidiato da prelievi all’ultimo minuto…
I poliziotti abituati a lavorare nei commissariati romani, figli di un dio minore, hanno purtroppo fatto il callo a una situazione come quella che abbiamo appena descritto, anche se a Porta Maggiore si è toccato un punto particolarmente basso, al punto che i colleghi sono costretti ad andare in servizio di ordine pubblico, con tutti i rischi che comporta, con dotazioni di reparto obsolete ed usurate, come i caschi protettivi senza imbottitura!
QUELLO CHE COLPISCE DAVVERO, E CHE RENDE TUTTO QUESTO INACCETTABILE, È CHE QUESTA SITUAZIONE SI TRASCINA DA ANNI!
Chiediamo all’amministrazione se non sia giunto, finalmente, il momento di restituire a questi colleghi la dignità di lavorare in un ambiente decente, con mezzi adeguati.
Chiediamo se non sia il caso di cominciare a spendere meglio il bilancio a disposizione, smettendo di sperperare fondi e risorse sempre nei mille rivoli che tutti, ormai, conoscono bene.
Perché, diciamocelo con chiarezza: questa della carenza di fondi e di personale è una delle più grandi bufale da quando esiste la Polizia!
I SOLDI CI SONO E IL PERSONALE PURE, ANCHE SE NON DOVE DOVREBBERO ESSERE!
Chiediamo al questore di Roma di farsi parte attiva nei confronti dell’amministrazione per cambiare, una volta per tutte, l’antica “tradizione” che vuole gli uffici territoriali ridotti a Cenerentola della Polizia.
Signor questore: restituisca dignità ai suoi collaboratori che, in silenzio, costituiscono ogni giorno la “prima linea” del contrasto alla criminalità e che sono il biglietto da visita della Polizia con la cittadinanza!